SUL PALCO

 


Con Nino Campisi, ne Il compleanno, di Harold Pinter. Regia di Nino Campisi.

 

Goldberg

Deeley

Richard

Diderot

Il Cavaliere di Ripafratta

Marmeladov

 

Maurizio Corrado è architetto, saggista, scrittore. Si occupa di ecologia dagli anni Novanta organizzando eventi culturali. Ha pubblicato con diversi editori oltre venti libri di saggistica e narrativa, di cui alcuni tradotti in Francia e Spagna. Ha diretto collane per Esselibri Simone, Wolters Kluver, Compositori e la rivista internazionale Nemeton Magazine. Ha un blog su Repubblica. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Verona. Scrive letteratura e teatro.
https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Corrado

Nel 1994 si è diplomato alla Scuola di Teatro del Teatro Dehon di Bologna diretta da Nino Campisi, da allora affianca l’attività di autore a quella di attore e regista.

Per il teatro ha scritto:
- 'AVVENTURA DI UN NAZIONALE DI NUOTO' (1993) operetta teologica. Prima rappresentazione: Comp. Teatro del Navile, regia di Nino Campisi, 1996
- 'IL PARCHEGGIO' scritto con Dario Zanotti (1995), Prima rappresentazione: Comp. Teatro del Navile, regia di Nino Campisi, 1996, oltre 40 repliche, rappresentata da quattro diverse compagnie.
- 'TEATRO MINIMO BOLIDISTA', (1995)
- 'IL RETICOLO DI HARTMANN’ ovvero L'ORO DI VALENDINO' (1996) commedia brillante. Prima rappresentazione: Compagnia Teatro del Navile, regia di Nino Campisi, 2002.
- 'MADRUGADA' (2001). Prima rappresentazione: Compagnia Teatro del Navile, regia di M. Corrado, 2006.
‘QUALCOSA DI PIU’ VICINO’ (2006). Prima rappresentazione: Compagnia Teatro del Navile, regia di M. Corrado, 2007.
- ‘DON JUAN, IL RITORNO DELLA DEA’ (2007). Prima rappresentazione: Compagnia Teatro del Navile, regia di M. Corrado, 2008.
- ‘INCANTESIMO IN STAZIONE’ (2008). Prima rappresentazione: Compagnia Teatro del Navile, regia di M. Corrado, 2009.
- MARISMA (2015). Prima rappresentazione: Alquimiaflamenca e Teatro del Navile, regia di M. Corrado e P. Baldoni, 2015.

Tra i ruoli interpretati:

- Deeley in 'VECCHI TEMPI' di H. Pinter, regia di Nino Campisi, Compagnia Teatro Studio. Bologna, giugno '93; Milano, aprile '94.
- Lorenzo Miller in 'DIO' di Woody Allen, regia di Nino Campisi, Compagnia Teatro Studio. Bologna, giugno '93, Spoleto, agosto '93.
- Goldberg in 'IL COMPLEANNO' di H. Pinter, regia di Nino Campisi, Compagnia Teatro Studio. Bologna, Giugno '94.
- Creonte in 'MEDEA' di Euripide, regia di Giuseppe Liotta, Compagnia Trame Perdute. Sarsina, Luglio '94.
- Maggiore Farrar in 'L'OSPITE INATTESO' di Agata Christie, regia di Graziano Ferrari, Comp. Teatro Espressione Nuova, Bo. '95.
- Reverendo Shannon in 'LA NOTTE DELL'IGUANA' di T. Williams, regia di Nino Campisi, Compagnia Teatro del Navile, Budrio, 1996.
- Denis Diderot in 'IL LIBERTINO' di E. Schmitt, regia di Graziano Ferrari, Compagnia Teatro Espressione Nuova, Mordano (Bo), 2000.
- Richard ne 'L'AMANTE' di H. Pinter, regia di Corrado - Brancaccio, Compagnia Teatro del Navile, Bologna, giugno 2001.
- Voce narrante ne 'PIERINO E IL LUPO' di S. Prokoviev, orchestra lirico-sinfonica "Filarmonici dell'Arcadia", dir. C. De Sessa, Bologna 2002
- Cavaliere di Ripafratta ne 'LA LOCANDIERA' di C. Goldoni, regia di Graziano Ferrari, Compagnia Teatro Espressione Nuova, Bologna, 2003.
- Marmeladov ne “Delitto e castigo” di F. Dostoewskij, regia di Nino Campisi, Compagnia Teatro del Navile, 2014.

 

Quando il desiderio maturava arrivava il momento dell’incontro, e con la Signora era arrivato. Era uno dei punti di massima tensione. A volte il migliore. Il tempo subito prima. Poteva durare qualche minuto, una mezz’ora, nel tempo degli orologi. Ma la consistenza era nettamente diversa, unica. Tutto l’essere era presente, ogni altra cosa era esclusa, nessuna contingenza, nessun impegno, il mondo lasciato dietro alle spalle e ben chiuso a doppia mandata dietro porte d’acciaio. Esisteva solo l’attesa. I giorni, le settimane, i mesi precedenti erano tutti concentrati in quel tempo sospeso e denso. In quei momenti la mente era glabra, netta, pulita, un cristallo di una trasparenza lucente, il vuoto che ogni meditazione cerca, niente passato, niente futuro, solo presente. Tutti i sensi accesi e pronti, un vaso pronto a ricevere ogni sussurro, movimento, colore, suono, profumo, sensazione. Percepiva ogni minuscola variazione dell’intorno. Lei poteva arrivare da qualsiasi parte. Era necessaria la massima attenzione. Un presente teso, affilato, una spada temprata pronta all’attacco.

Un tempo simile lo sperimenta l’attore dietro le quinte fra il momento in cui le luci si spengono in sala e quello in cui si accendono sul palco. Il tempo quotidiano è lasciato fuori, quello dello spettacolo non ancora iniziato. L’attore non è più sé e non ancora il personaggio. La mente è sospesa, il corpo fermo, l’essere in attesa. La grana del tempo è di una densità unica. Un vuoto in cui la mente è al massimo della tensione, allenata da mesi di prove, ricolma delle parole che dovrà pronunciare, il corpo pronto a movimenti che la ripetizione ha inciso nella carne. Tutta la vita è presente, chiamata a dare sostanza e intensità al personaggio che a breve nascerà oltre le quinte. Il passato è sospeso in alto e succede che qualcosa a volte ne goccioli fuori, arrivando sul volto con tocco di pioggia leggera, momenti custoditi fra gli interstizi della memoria trovano un varco in quel nuovo ordine e scivolano via liberi, netti, inaspettati, a evocare profondità di vertigine dietro le quinte.

(da Salve Regina, di Maurizio Corrado)

 

 

Scene da Il libertino, di Eric Emmanuel Schmitt. Compagnia TEN. Regia Graziano Ferrari. 2001.