MADRUGADA

2001
Monologo femminile


“Che belli che sono quegli amori dove l'altro non c'entra niente, anzi quando compare quasi quasi ti dà fastidio, perché comunque è davanti a te, finito, e non infinito come quando non c'è.”

 

 

 Video dello spettacolo con Agnese Corsi e Simona Ortolani, Teatro del Navile.

Monologo delle vocali, spettacolo del 2011, Teatro del Navile. 

Personaggi.
Lei.
È una ragazza sveglia, furba, simpatica, amante dei piaceri della vita in tutte le loro forme. È l'espressione vivente della gioia di vivere. Profonda e leggera, ama cucinare, parlare, vestirsi, esibirsi, amare. È allegra, forte e ironica. Più di tutto, ama la bellezza.

Note.
È importante che l'attrice ami cucinare veramente, una donna alla quale non piace preparare il cibo e gustarlo non può essere in grado di recitare questo monologo, ne scelga un'altro.
È importante che l'attrice non finga, ma cucini a tutti gli effetti, sono necessari i suoni e gli odori che fanno da sottofondo al suo parlare.
E mi raccomando, il caffè.

 

PRIMA PARTE

(Il cibo)

Luci.

La scena è semplice, fondo nero, due quinte. Quella di destra porta all'ingresso, quella di sinistra va nel resto della casa. Al centro, addossato alla parete, un mobiletto con sopra un fornello elettrico, davanti, un tavolo e due sedie. Sul tavolo un tagliere in legno, coltelli, verdure. Davanti alla quinta si sinistra, uno specchio lungo perpendicolare al pubblico. Davanti alla quinta di destra, un divanetto o una poltrona. Lei è in abito da casa, discreto e comodo e sta preparando una cena. Parla con l'amica che abita con lei che sta nell'altra stanza. Mentre parla prepara: taglia, arrotola, spezza, lavora con le mani, pulisce, maneggia coltelli e attrezzi da cucina. Per la sala si diffonde il profumo del cibo che cuoce. Le parole sono: spigliatezza, golosità. Lei è monella.

- Al mare si va in bici. Io andavo sempre in bici quando andavo al mare vicino da me, mi mettevo una bella gonnellina, di quelle a piegoline, quelle per giocare a tennis, mi piaceva. Anche ai ragazzi piaceva. Certo che non puoi più girare senza che qualcuno ti faccia un commento o ti dica qualcosa, e se io volessi starmene semplicemente da sola per i fatti miei e fare un giro e basta? Non si può: e dove vai? e bella vieni qui e serve compagnia? e ma quanto sei bella! Uno stress che non se ne può più. Tu che ne dici? Devo uscire con un sacchetto sulla faccia? Si, già me li sento: che culo! Complimenti alla mamma! Ah, che caldo, che caldo che fa qui dentro, ma tu non soffochi? Io soffoco, questo caldo mi opprime.

Pausa.

- L'ultima volta che l'ho visto è stato al mare, il pomeriggio eravamo stati in un capanno sul fiume, tipo Saigon, dovevi vedere, a proposito, sai che quest'estate vado in Indonesia? (Pausa) Reti enormi sospese sull'acqua, il fiume che si insinua nel verde, una luce particolare, ho preso il sole sul muletto di legno, c'era una piccola piscina tonda dietro, sembrava una grossa scatola di sardine tutta azzurra, con l'acqua dentro. Poi siamo andati a prendere un aperitivo al mare, campari e vodka, sulla spiaggia, c'era la laurea di un mio amico, la sera. Lì a un certo punto mi sono trovata col mio amico sotto la doccia e l'ho baciato, c'è stato un attimo in cui eravamo di fronte e ci siam baciati, poi è arrivato il mio primo ragazzo e lì mi ha baciato lui, a questo punto è arrivato lui, ha preso il tipo e l'ha spostato, una gran scena sotto la doccia della spiaggia e se n'è andato. (Pausa) Non l'ho più visto. Cellulare staccato, non rispondeva più. Niente, sparito. Lo vedevo tutti i giorni: scomparso. Riappare stasera, a cena. Forse. Così m'ha detto. L'ho incontrato in Piazza, oggi pomeriggio. Dimagrito, abbronzato. Così ho detto a Sandro che avevo da fare, a proposito, Sandro e Vincenzo non vengono stasera, te l'avevo detto? Arianna... Arianna ma ci sei? Arianna?

Sparisce dietro la quinta sinistra, ritorna con un biglietto. Legge.

- Mi dispiace devo proprio uscire. Parlavi così bene che non ho voluto interromperti. Ciao, a dopo, Arianna. Cioè stavo parlando da sola? Ma da quando? Da quando?

Prende il cellulare.

- Oh, ma quand'è che sei uscita?... Si, ma a che punto?... Come non te lo ricordi? A che momento, cioè dov'eravamo arrivati?... L'aperitivo in spiaggia? Quello del campari e vodka? Quindi ti sei persa la festa col doppio bacio sotto la doccia? No! Non è possibile, torna qui.... Ah, sei già alla festa, ma com'è?... Si?... Ma che genere?... Dico fighetti o... sì? Buono. Beh, io so che sei li, nel caso ci sentiamo. Cioè ti sei persa il triplo bacio della doccia... sì, triplo perché poi quando l'ha spostato, mi ha baciata lui, certo, triplo. Peccato. Ciao.... Ciao, tesoro, ciao.

Appoggia il cellulare, taglia.

- Di solito, il giorno dopo io lo chiamavo, lui veniva da me e ci spiegavamo. Quella volta lì niente. Peccato. A questo punto ci sta un frizzantino.

Prende la bottiglia, stappa, versa.

- Diceva che nel corso del cammino, ogni tanto trovi delle perle, sono come un concentrato di elementi che ti chiarificano, come il cannocchiale, che ti fa vedere più lontano di tutti, quelle andavano diffuse, fatte conoscere, portate alla luce. (Pausa) Mi servono dei pomodori. Rossi. SS. S. La esse non mi ha mai convinto tanto, Meglio la Zeta. Nella zeta c'è qualcosa di vibrante, friZZante, continuo, prendi tutti quelli con la zeta: Zorro, Zagor, Zacinto mia che te specchi nell'onde del greco mar ove vergine nacque Venere e fea quell'isole feconde col suo primo sorrizo. ZZ. Z. Ha qualcosa dell'essenza EssenZa! della vita. Z. E tutte le cose con la zeta: razzo, mazzo, ca...vallo. Mentre la elle, quant'è llanguida la elle, ll, l, llanguida, llento, molto bagnata come lettera Lettera!, llavare, cavallo. (Pausa) Z. ZZ. Zanzara, Zen, zio, jazz, vibraZione, Z, ZZ. BelleZZa!! BelleZZa!! Ci zono due Zeta in belleZZa, non me n'ero mai accorta! DeliZioso!

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MADRUGADA è un monologo femminile brillante, spesso interpretato da tre attrici diverse, esplora il mondo di una ragazza esuberante, vitale e frizzante che prepara la cena per un suo ex rivisto da poco.

Hanno interpretato Madrugada: Laura Asti, Elena Cirioni, Chiara Malferrari. Flavia Moretti, Mariangela Mazza, Simona Orlandi, Agnese Corsi. Regia di Maurizio Corrado. Produzione Teatro del Navile, Bologna.

 

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