IL PARCHEGGIO

--------------------------------------------------------------------------------------1995

---------------------------------------------------------------------di Maurizio Corrado e Dario Zanotti


 

 

Dario Zanotti, Maurizio Corrado, 1996.

Fabio Garau, Leonardo Galotto, Francesco Castellana, 2011.

 

Video dello spettacolo del 19 aprile 2004, con Valentino Poggi, Andrea Zaccheo, Enoch Marella.

Hanno parcheggiato, nel corso degli anni:
Dario Zanotti, Maurizio Corrado, Domenico Lannutti, / Umberto Fiorelli, Alessandro Calò, Lorenzo Monaco / Valentino Poggi, Andrea Zaccheo, Enoch Marella / Leonardo Galotto, Fabio Garau, Francesco Castellana.

Registi: Nino Campisi, Graziano Ferrari.

Personaggi: A, B, C. (Antonio, Beppe, Ciro)

Luci.

Bar Mario, quattro e mezza del pomeriggio, un tavolo, due sedie, un mazzo di carte.
A è seduto, B arriva da sinistra, si ferma a specchiarsi nella vetrina, guarda fuori.

A - Aspetti qualcuno?
B - No.
A - Allora perché guardi fuori?
B - Non si sa mai che arrivi qualcuno.
A - Qualcuno chi?
B - Non si sa mai.
A - Non si sa mai cosa?
B - Che arrivi qualcuno.
A - Qualcuno chi?
B - Non si sa mai.

Quasi vent'anni di repliche, quattro compagnie diverse, una risata che non accenna a diminuire per questo spettacolo che, fin dalla sua prima rappresentazione, durante il 'Bologna sogna' del '96, è diventato un vero e proprio CULT per chi ama ridere usando il cervello oltre alle mascelle. Tre amici si incontrano al bar a parlare delle donne, del parcheggio e di tutti i casi della vita. Un'ora e mezza di comicità pura che viene dal profondo, le battute restano, si impigliano nella memoria e ritornano a distanza di anni. È un teatro ecologico e leggero che mira ad liberare la mente, chi vuol pensare pensa, tutti gli altri si divertono e basta. Comunicare dolcemente, sotto le righe, ancor meglio: sotto le risate, quando si ride si è rilassati, le idee passano senza fatica, senza neanche accorgersene ce le ritroviamo dentro, come piccoli semi che germogliano.

Punto di partenza è il parcheggio, lo stare è un problema, il proprio posto nel mondo o fuori dal mondo, dalle regole, dalla strada, forse la soluzione è stare sempre in macchina, viaggiare in continuazione, non fermarsi e avere almeno una certezza, quella che "non si sa mai", potrebbe sempre arrivare qualcuno, succedere qualcosa di inatteso, di inaspettato. L'assenza di certezze, e di parcheggio, è il punto di partenza, poi per tutto o spettacolo si viaggia attraverso innumerevoli argomenti fino ad arrivare alla vera, unica e sola soluzione al problema del parcheggio.

Da un’intervista del 2004


  • Di cosa si tratta di preciso?

Due amici, al bar, s’incontrano e giocando a carte parlano, chiacchierano, divagano partendo dal problema del parcheggio. Ogni battuta può essere presa come semplice gioco comico o, per chi ha voglia di vederlo, esiste un secondo livello, dove le parole rimandano a idee più generali. Dal parcheggio si passa alla strada e alla possibilità di ‘uscire dalla strada’, fare scelte diverse, ‘fuorilegge’. I temi che passano sono tanti e tutti quotidiani, l’amore, la responsabilità, il viaggio, il tradimento, fino ad arrivare alla soluzione del problema del parcheggio, unica e definitiva, e molto ecologica. Ma naturalmente non vi svelo quale è.


  • Quando l'avete scritto e perché?

L’abbiamo scritto insieme, io e Dario Zanotti, nel corso del ’95. La genesi dello spettacolo è interessante. Dario veniva a trovarmi nel mio studio e un giorno abbiamo deciso di registrare le nostre conversazioni, sempre sul filo del surreale o dell’iperreale, se vuoi. Poi ho sbobinato i nastri e aggiustato il testo per renderlo rappresentabile. Il terzo personaggio, Ciro, che è un po’ lo ‘zanni’ della situazione, risulta comunque da quei dialoghi.
La prima volta che è andato in scena, nel ’94, durava una mezz’oretta. È fatto a brevi scene, nel corso del tempo abbiamo aggiunto spesso improvvisazioni che facevamo direttamente sul palco fino a raggiungere un’ora e mezzo di spettacolo, sotto l'occhio attento di Nino Campisi, di cui entrambi siamo allievi. Dimenticavo di dire che i primi a rappresentarlo siamo stati proprio noi due, poi nella parte di Ciro è arrivato, dopo un altro paio di attori, Domenico Lannutti, che ha iniziato con noi una bella carriera che dopo la partecipazione alla Compagnia degli Gnorri di Natalino Balasso lo sta portando ad essere uno dei migliori cabarettisti in circolazione. Dopo di noi si sono avvicendate altre compagnie, questa è la terza, sono attori bravi che vengono da esperienze diverse: Zaccheo è nella compagnia del Teatro Dehon di Ferrarini, Poggi lavora con diverse compagnie e Marella, che ha dato di Ciro un’interpretazione molto personale differente da tutti i suoi predecessori.


  • Cos'è il teatro ecologico?

È un teatro leggero, come intendeva la parola Calvino, cioè precisione, esattezza, esclusione di pesantezza. Io parlo da molto di Ecologia della mente, rifacendomi a Bateson e porto avanti questa filosofia per esempio nella manifestazione Ukulele Festival che quest’anno raggiungerà a giugno la quinta edizione. Il teatro ecologico, lo spettacolo ecologico, è quello che ti dà informazioni ed emozioni forti e importanti senza appesantirti, anzi, alleggerendoti di pesi superflui, in questo senso è liberatorio. Il teatro ecologico fa dimagrire.

 

Non si sa mai cosa?
Che arrivi qualcuno.
Qualcuno chi?
Non si sa mai.
Non si sa mai cosa?
Che arrivi qualcuno.
Qualcuno chi?
Non si sa mai.
Non si sa mai cosa?
Che arrivi qualcuno.
Qualcuno chi?
Non si sa mai.

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