QUALCOSA DI PIU' VICINO

2006
Atto unico


 

 

 

 

Video tratti dallo spettacolo del 19 ottobre 2007, con Giulia Armao, Chiara Vuilleumier. Teatro del Navile, Bologna.

Personaggi - Anna, Beatrice
Scena - Due sedie di legno
Musica - Le Variazioni di Goldberg di Bach suonate da Glenn Gould
Nota - Dialogo serrato, veloce, quasi si mangiano le battute a vicenda. Alla fine di ogni scena ci sono almeno cinque secondi di buio in cui si sente Bach.

Luci.

Entrano Anna e Beatrice guardandosi intorno.

1. Ci vedono qui?

A - Ci vedono, qui?
B - Ci vedono dappertutto.
A - Secondo me qui non ci vede nessuno, guarda: tutti i muri sono bianchi, non c’è neanche un foro, niente.
B - Anche se non ci vedono hanno i microfoni.
A - Che microfoni?
B - Nascosti, dappertutto, hanno i microfoni e registrano tutto quello che diciamo.
A - Allora stiamo zitte.
B - Brava e poi come facciamo a parlare?
A - Coi gesti.
B - Prova.

Buio.

Luci.

2. Dobbiamo parlare.

A - Impossibile.
B - Te l’avevo detto.
A - Dobbiamo parlare, per parlare.
B - Dobbiamo decidere.
A - Decidiamo lo stesso, anche se ci vedono.
B - E ci sentono.
A - Ma un po’ d’intimità mai, vero?
B - Sei tu che ci sei voluta venire a tutti i costi.
A - Io?
B - Certo, sei stata tu: dai iscriviamoci che ci prendono che poi Gianni ci vede e s’innamora.
A - Gianni?
B - Gianni, Gianni, non fare la tontolona, che lo so benissimo perché ci sei voluta venire qui.
A - Guarda che Gianni viene dietro a te.
B - Figurati. Fino dal liceo ti veniva dietro e tu niente, a fare la preziosa. Poi quando s’è sposato con un’altra sei rimasta in casa sei mesi. 
A - Avevo la varicella.
B - Avevi detto il morbillo.
A - Hai chiuso la porta?
B - Sì.
A - Vai a vedere.
B - L’ho chiusa, chiudo sempre le porte, io.
A - Cosa vorresti dire?
B - Io. Le chiudo sempre. C’è gente che invece le lascia aperte, le porte, specie quando si spoglia e di là c’è Gianni.

A - Chi te l’ha raccontato?
B - Gianni.
A - Vai a chiudere la porta, che dobbiamo parlare.
B - E’ chiusa, la porta, te l’ho detto.

Buio.

Luci.

3. Non si apre più.

B - Non si apre più.
A - È chiusa?
B - Certo che è chiusa, ma non si apre più.
A - Allora?
B - Allora siamo chiuse dentro.
A - Ho fame.
B - Ti ho detto che siamo chiuse dentro, non possiamo uscire, siamo bloccate.
A - Ho fame, quando sono nervosa mi viene fame.
B - Perché sei nervosa?
A - Hai appena detto che non possiamo più uscire.
B - Ho detto che non possiamo uscire, ma tanto ci vedono o almeno ci sentono.
A - Chiamiamoli.
B - Ehi! Oh! Scusateci, volevamo solo stare un po’ in pace e raccontarci i fatti nostri senza le telecamere intorno. Potete aprirci per favore?
A - Ci vedono, qui?
B - Ci vedono dappertutto.
A - Secondo me qui non ci vede nessuno, guarda, tutti i muri sono bianchi, non c’è neanche un foro, niente.
B- Anche se non ci vedono hanno i microfoni.
A- Che microfoni?
B - Nascosti, dappertutto, hanno i microfoni e registrano tutto quello che diciamo.
A - Ho fame.

Buio.

 

Due ragazze chiuse in un una stanza, ognuna con un compito all’altra sconosciuto. Questa la situazione di partenza, una specie di “esperimento” scientifico dove le due cavie, A e B, sono due ragazze che cercano un luogo senza telecamere scappando da un reality televisivo. Dialoghi serrati, scene scandite dal buio e dalle variazioni di Goldberg di Bach, storia che partendo dalla normalità si sviluppa in situazioni apparentemente surreali che troveranno le loro ragioni reali nel corso dell’azione scenica. Un atto unico ironico e divertente sulle logiche e le conseguenze dei meccanismi di comunicazione di massa.

Qualcosa di più vicino è stato interpretato da: Giulia Armao, Chiara Vuilleumier, / Flavia Moretti, Mariangela Mazza / Angelica Machì, Julie De Moyer. Regia di Maurizio Corrado. Produzione Teatro del Navile.

 

 

 

 

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